MANCHESTER: consigli per l’uso

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Di: Isabella Pesarini

Ore 1.30. Attesa per l’imbarco all’aeroporto di Ibiza. Destinazione: non Milano, città di residenza, ma piccola tappa improvvisata a Manchester, 12 ore di viaggio in più per risparmiare sul biglietto aereo di ritorno. Uno dei tanti paradossi delle compagnie aeree!

Ore 5.30. Arrivo all’aeroporto di Manchester. I controlli internazionali sono molto dettagliati, una carta d’identità italiana contro-firmata per il rinnovo dopo i primi cinque anni di validità non passa il controllo, la carta d’identità è la mia, resto “prigioniera” come in The Terminal per un’oretta, in balia di una catena infinite di telefonate per gli accertamenti. Io ancora dentro all’aeroporto, la mia migliore amica che ha viaggiato con me possiede il passaporto europeo, perciò nessun problema, e mi aspetta impaziente dall’altro lato, entrambe impotenti e affascinate da tanta precisione.
Please, you! All is ok! Bye! L’addetto ai controlli internazionali, un ragazzo sui venticinque anni, un bel ragazzo biondo, mi restituisce in fretta e furia la mia carta d’identità e mi indica l’uscita, senza l’ombra di un sorriso e senza nemmeno guardarmi in faccia.
Paradossalmente riconosco Leo Gregory, uno degli attori protagonisti di Hollygans, che mi fa l’occhiolino, mi chiedo se prenderà spunto per il prossimo film. Già all’aeroporto di Ibiza mi ero trovata davanti a me in coda questa faccia nota, una faccia d’attore, un portamento da modello, un viso già visto, ma potrà mai essere famoso qualcuno che si imbarca da Ibiza in piena notte per rientrare a Manchester in solitaria, con una sola valigia di metallo rattoppata con dello scotch da scatoloni come unica compagna? Evidentemente sì.
Ancora stordita da questo clima surreale io e la mia amica ci mettiamo a dormire nella sala d’aspetto, fino alle 8.30. L’odore di muffin al cioccolato risveglia le nostre membra stanche, il sapore di muffin al cioccolato ci risveglia del tutto!

Ore 9.30. Saliamo le scale mobili per avviarci all’uscita dell’aeroporto.
Mi rendo conto di aver bevuto un americano per colazione, il caffé, non il cocktail! Sulla scala mobile vedo una ragazza in minigonna e calze a rete … senza scarpe! Una ragazza che parla tranquillamente con degli amici, una ragazza normale! Cerco di non spalancare gli occhi dallo stupore! Ma le sorprese non sono finite. Mi giro e alla mia sinistra sfreccia frettolosamente una distinta signora sulla quarantina, con occhiali da sole alla Jacqueline Kennedy e un’importante ventiquattrore di pelle nera in mano. Fin qui tutto normale … la caratteristica curiosa della signora è la cresta fucsia in pieno stile punk!

Ore 10.30. Prendiamo il treno per Manchester City, un delizioso treno fucsia a tre vagoni, con gli interni rossi e i pali per tenersi d’un vivace giallo canarino.
Dei ragazzi free-style ci indicano la fermata per raggiungere il centro di Manchester.
Scendiamo e …
Tutto quello che mi è stato raccontato trova conferma in quello che vedo. Integrazione razziale al cento per cento. L’autista dell’autobus è un giovane giamaicano coi rasta.
Ci fermiamo ai Piccadilly Gardens. È pieno di ragazzi che si divertono con lo skate, delle giovani coppie salutano la domenica mattina oziosando dolcemente sull’erba, nonostante la temperatura non superi i quattordici gradi. Delle nonne passeggiano coi nipotini ancora addormentati dentro al passeggino. Degli uomini d’affari con le ventiquattrore di pelle saldate sul palmo della mano camminano frettolosamente per raggiungere il posto di lavoro. Manchester è produttiva anche di domenica, Manchester pullula di vita.

Ore 12. Per pranzo optiamo per un take-away dove troviamo dei sandwich ripieni da consumare in giornata. Finalmente posso togliermi lo sfizio di un sandwich coi gamberetti crudi!
Per il caffé l’opinione comune ci spinge verso il Caffé Costa.
Appena entrate tornano le sorprese! Di fianco alla cassa un giovane metallaro, completo di capigliatura nera corvina liscia per tutta la schiena, cappotto di pelle nera e anfibi, sorseggia un’enorme tazza di cappuccione con la panna montata in compagnia di una ragazza tutta vestita di merletti e pizzi, giocando sul contrasto tra bianco e nero. Ah! La permanente stile anni Ottanta completa il tocco finale di stile!
Non posso fare a meno di notare l’arredamento accurato del Caffé e la grande varietà di zuccheri per addolcire il “caffé” scelto. Tra una scelta di almeno cinquanta tipi di bevande diverse, tutte a base di caffé, opto anch’io per il cappuccione con la panna montata, solo medium size, not large, please. La versione large viene scelta dalla mia amica.
Sedute su dei morbidissimi divani di pelle color cuoio lucida, riscaldate dal caffé e dall’atmosfera accogliente che ci circonda, chiaccherando in tutto relax, diamo uno sguardo all’orologio.
Ore 15! Non abbiamo ancora visto niente di Manchester e l’aereo parte prima dell’ora di cena!
Rivolgiamo un ultimo sguardo di saluto al Caffé Costa e usciamo, per dirigerci al corso principale dei negozi, Market Street. Per ogni shopalcholic questo è il Paradiso! Piani e piani di negozi, un’intera via interamente dedicata allo shopping. Mi sento come dentro le pagine del libro I Love Shopping, mi sento in estasi esattamente come Becky Bloomwood davanti ad ogni offerta. Perché le offerte descritte nel libro sono reali! Con appena trenta sterline io e la mia amica acquistiamo l’equivalente di un bagaglio a mano tra maglie, jeans, pantaloni, boots imbottiti, accessori …
La coda alla cassa ricorda la fila per l’imbarco all’aeroporto di Malpensa, con tanto di corridoi obbiligati per non intrufolarsi a discapito degli altri clienti. Un secondo di sconforto viene immediatamente cancellato dalla velocità a livello Mach dei cassieri! Dieci minuti et voilà, le bags sono subito riempite dal commesso di supporto al cassiere. Il doppio del personale per dimezzare i tempi. Forse è questo il vero progresso …

Ore 17. Bisogna volare in aeroporto, prima che l’aereo parta senza di noi. Non che mi dispiacerebbe rimanere ancora un po’ qui a Manchester. Per tanti motivi la sento già casa mia …
Estraggo decisa la macchina fotografica dalla borsa per immortalare la modernità architettonica di Manchester City, per portarla con me a casa, dedico un piccolo servizio fotografico alla Wheel of Manchester, non c’è tempo per un giro sulla ruota panoramica!
Una lacrimuccia d’addio si confonde con la pioggia che è appena iniziata a scrosciare.

Ore 18.10. Io e la mia amica disfiamo i due bagagli a mano per incastrare i nuovi acquisti. Già oltre il limite di peso consentito dalla Ryanair per i bagagli a mano, decidiamo di lanciare una nuova moda. Tanto siamo a Manchester, dove tutto è possibile!
Ci infiliamo tre paia di jeans uno sopra l’altro, la mia amica ci aggiunge anche una minigonna, sempre in jeans però, che aveva scordato di infilare in valigia.
Un mix di maglie una sopra all’altra, sperando di dare un’allure street all’intero look e, per finire, due paia di giacche a testa una sopra l’altra. La giacca di cotone sotto, quella di pelle sopra a tutto. Ci si riempie di bracciali, collane, cerchietti e fermagli e siamo pronte! Un po’ appesantite ci guardiamo allo specchio. Sarà un pizzico di follia contagiosa di Manchester, ma sembriamo uscite dalla copertina di qualche nuova rivista street all’avanguardia!
Noncuranti ci dirigiamo spensierate all’imbarco.

Ore 18.30. L’aereo decolla, destinazione Milano Malpensa.
Good-bye Manchester. See you soon!

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