Il Castello di Kolossi e il colosso del tempio di Apollo

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…Il viaggio nell’eclettica Cipro sta volgendo al termine. Sono, seduta sul terrazzo di una suite vista laguna nella ricostruzione del villaggio del Columbia Resort di Pissouri mentre ripercorro la giornata di ieri. Lasciato il caos e le spiagge cristalline della costa di Aya Napa e Paralimni, immettendoci sull’autostrada raggiungiamo Lemesos, principale centro portuale e seconda città dell’isola, affacciata sulla costa sud. Ho letto del castello di Kolossi, costruito a cavallo nel XV secolo sulle rovine di un precedente baluardo e voglio visitarlo. Arroccato tra i vigneti del villaggio, fu predisposto dai cavalieri di San Giovanni nel XV secolo, che si dedicarono alla coltivazione della vite e della canna da zucchero in una Commenda che diede il nome al famoso vino cipriota Commandaria. Il castello era la sede della più importante Centrale di Comando tra quelle ad essi facenti capo. Per qualche anno, nel XIV secolo, fu sotto il controllo dei Cavalieri Templari. E’ mezzogiorno, l’una di pomeriggio da noi in Italia, la temperatura è torrida e il frinire delle cicale, stordite dal caldo, diventa una litania ipnotica. Superato il ponte levatoio, però, solo frescura.

La struttura gravita intorno a una torre quadrata di 21 metri, su tre piani. Il piano terra è suddiviso in tre parti e probabilmente fungeva da deposito. Al centro del lato est si trova una scala in pietra, che conduce ai due piani superiori; si ritiene che al primo di questi vi fosse una cucina.

L’ultimo piano era diviso in due grandi sale ed era la “casa” del Comandante. Sull’angolo sudoccidentale di quest’ultimo edificio c’era un ingresso, protetto da una torre circolare. Impianti per la raffinazione dello zucchero di canna erano stati installati ad est del castello. L’area produceva ed esportava, inoltre, il tradizionale vino dolce di Cipro, divenuto noto come “Vin de Commanderie”, o Commandaria. Questo è uno dei più antichi vini “a denominazione” del mondo, avendo portato lo stesso nome per otto secoli.

Ristoratevi nel ristorante sotto le viti appena fuori dal castello, mangiando carne stufata e speziata (l’equivalente cipriota del nostro spezzatino) accompagnate dalle patate rosse, specialità tipica dell’isola, coltivate nell’interno e poi, una volta rifocillati, rimettetevi in macchina.

Il Santuario di Apollo Hylates, che si trova a cinque chilometri dal castello di Kolossi, era uno dei principali centri religiosi dell’isola, dove Apollo era venerato come Hylates, Dio dei boschi.

Questo complesso architettonico, ben delineato, ci consente di comprendere l’evoluzione di un santuario rurale cipriota, dall’Età del Bronzo fino alla fine del paganesimo sull’isola. Si possono, infatti, individuare tre periodi di costruzione ben distinti. Il Santuario Arcaico si sviluppò essenzialmente nel VII secolo a.C., mentre quello Tolemaico risale al III secolo a.C..

Il Santuario Romano, infine, appartiene al I secolo d.C.. Sembra che il Santuario Arcaico in origine comprendesse una clausura nel centro di quello che sarebbe stato il Santuario successivo, molto più grande. Gli attuali resti risalgono alla metà del I secolo d.C.. Il complesso del Santuario comprendeva una palestra, una stoa, una tesoreria, i bagni, il temenos arcaico, il monumento circolare, il cortile centrale ed il Tempio di Apollo. Questo, distrutto da un terremoto nel 365 d.C., fu in seguito occupato abusivamente. Diversi degli edifici crollati sono stati restaurati. Il Tempio Romano di Apollo Hylates era una struttura magnifica, che occupava la posizione più prestigiosa, alla fine della strada sacra del Santuario. In esso si possono distinguere due fasi architettoniche principali. La prima, risalente alla fine del Periodo Classico – inizio del periodo Ellenistico, prevedeva una costruzione singola, di forma rettangolare.

I suoi interni riprendevano i tratti architettonici del precedente tempio, ma l’intero edificio fu costruito su un livello più elevato ed aveva un podio in corrispondenza della fila bassa di blocchi del tempio antecedente. Il podio alto è di stile manifestamente romano. Ciò che resta sono le rovine del santuario in cui il corpo centrale fu distrutto dal grande terremoto del IV secolo.

Dal santuario di Apollo il viaggio è rapido verso il villaggio di Pissouri, e per il lussuoso resort da cui sto digitando ora. Il viaggio volge al termine. C’è la malinconia dell’ultimo mattino di lasciare una terra così sfaccettata e bella che, consapevolmente o irrazionalmente, entrerà nei cuori di chi vorrà visitarla.

 

 

 

 

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