Masseria Cervarolo: un eden tra gli ulivi

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Di Rita Esse
Sarà per la bellezza del paesaggio che, ad ogni curva, rivela scorci che si fanno ammirare come quelle pagine di libri che una volta terminati si ha voglia di ricominciare. O il nitore di una luce abbacinante che spinge a cercare oltre il mare degli uliveti l’azzurro intenso dell’Adriatico, sarà perché in questo scampolo di Paradiso i navigatori non funzionano ma trovare la Masseria Cervarolo non è stata una cosa semplice.

Quando, dopo aver individuato un piccolo e discreto segnale, abbiamo lasciato la strada asfaltata, percorso un sentiero sterrato delimitato da muretti a secco e improvvisamente ci siamo trovati la Masseria di fronte, abbiamo provato la gioia di quando si raggiunge una meta. La stessa che si avverte nel momento in cui un limite viene superato o un traguardo tagliato. Pur non conoscendo ancora la storia di questo luogo, la sensazione immediata è di grande pace e positività. Il proprietario accoglie personalmente gli ospiti con calore e cortesia e li conduce in una delle 16 residenze. Scopriamo che ci è stato riservato un antico trullo che fungeva da soggiorno affiancato da un secondo adibito a camera da letto. Solo la zona servizio è stata costruita di recente ma sempre in pietra locale per non creare una discontinuità. Il candore delle pareti imbiancate a calce e la semplicità monacale degli arredi fanno capire che ci si trova veramente in un’altra dimensione. Poco importa se il cellulare non funziona, forse lo squillare del telefono qui darebbe fastidio. La storia della Masseria, che il proprietario Teo ci racconta, è molto interessante. Il nucleo più antico fu costruito nel 500 come torre di avvistamento, infatti lo sguardo spazia nella campagna circostante a 360°, mentre la parte secentesca nacque già come edificio destinato all’agricoltura. Nel 700 fu costruita la piccola Chiesa a cui i recenti restauri hanno restituito una serie di piacevoli affreschi che erano stati imbiancati. La Masseria apparteneva ad una nobile famiglia di Ostuni ma ci voleva una persona come l’attuale proprietario per trasformare il sogno di un resort in un resort da sogno.

Ci spiega Teo di aver voluto un restauro conservativo e filologico, dando vita a una struttura che fosse autonoma dal punto di vista energetico e, non per ultimo, di aver curato i restauri occupandosi della sua gestione con “amore” e non con spirito imprenditoriale. Cornice che, d’altronde, imponeva questo tipo di scelta. Infatti, la Masseria è considerata un luogo speciale dove, da secoli, la gente veniva, come in un pellegrinaggio, a cercare sollievo alle pene dell’anima e ai dolori del corpo. La piccola chiesa era aperta a tutti, il forno era a disposizione di chiunque volesse cuocere il pane, tutti potevano attingere l’acqua dal pozzo e, siccome in questo luogo la primavera arriva stranamente con tre settimane di anticipo, i contadini ancora oggi vengono qui a controllare la vegetazione per decidere i tempi delle potature e delle semine. Sarà il particolare magnetismo della zona la causa della sensazione provata all’arrivo?

Nei dintorni esiste un’importante Comunità Buddista e anche Padre Bianchi ha voluto a Ostuni una comunità come quella di Bose aperta a chi è in cerca di pace e di risposte.
Una passeggiata di buon mattino nella rigogliosa vegetazione che circonda la Masseria è quanto di più ritemprante si possa immaginare. Il giardino è un trionfo di colori e un’epifania di profumi. Tra i ricordi più vividi l’aroma di una aiuola di erbe aromatiche,

il passare sotto un arco di fichi d’india carichi di frutti nel sentiero che portava alla piscina e il suono di una lunga siepe di bambù mosso dal vento…
Dopo la passeggiata una fantastica colazione con il meglio dei prodotti locali, dai formaggi, ai salumi, fino ai dolci preparati nelle cucine della Masseria. La cena ci ha permesso di apprezzare l’abilità dello Chef, la sua gentilezza e simpatia così come di tutto lo staff. L’atmosfera è di grande familiarità e calore umano.
Al momento della partenza è inevitabile una sensazione di tristezza unita però alla speranza di tornare. Vogliamo dare ancora un saluto al “genius loci”: si tratta di Leonida (siamo nella Grecia salentina!), un bellissimo meticcio dal pelo color miele che ci ha accolti all’inizio con un caldo benvenuto e adesso ci saluta altrettanto affettuosamente. Ancora un grazie di cuore al Teo e a sua moglie per averci dato la possibilità di condividere per un paio di giorni il loro scampolo di paradiso.

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Il fascino della vacanza in masseria travolge intellettuali e vip che apprezzano un luogo dove si può godere di un’antica nobiltà agreste trasformata in raffinata ospitalità contemporanea. Non esiste una masseria uguale all’altra per cui ogni tipologia di cliente troverà la risposta cercata. Molte di queste sono veri templi del benessere con soluzioni eleganti. Wellness center scavati nella roccia con vista su ulivi secolari o ricavati da torrette di avvistamento. Consultate il catalogo on line di Nicolaus Tour 

Masseria Cervarolo

l72017 Ostuni Brindisi
Tel 0831 303729

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