#natimoon: curiosità cubane

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Santeria: io mi assolvo dai miei peccati

A dispetto di quanto si potrebbe credere dalle cattedrali sparse lungo il territorio dell’Avana, la religione principale non è quella cattolica, ci racconta Nino, il nostro nocchiero tra la vie dell’Isla, ma la santeria: ovvero, un sincretismo di riti su base cattolica con influenze africane. Avevo assistito durante un viaggio in Martinica, nelle antille francesi, a un rito cruento dello sgozzamento di un gallo. Gli domando se le pratiche sono analoghe. Dice non saperlo: la santeria non ha luoghi deputati di incontro. Tutto avviene in casa e dunque il controllo è circoscritto a chi partecipa ai riti stessi. Nella santeria cubana c’è un dio supremo che non è adorato direttamente dai fedeli, visto che questo dio si interessa dell’universo e non delle persone. I seguaci pregano così i santi intermediari, gli Orishas. Ogni fedele ne adotta uno, assistito da un padrino. Questo bizzarro sincretismo religioso, nacque in epoca coloniale, quando gli schiavi neri costretti al battesimo cattolico dai padroni bianchi, continuavano a praticare segretamente la loro religione pagane, nascondendo le statuette dei loro amati dei dentro a quelle delle madonne e dei santi importati dall’Europa.

Paladares: sinonimo di buona cucina

Un accorgimento per i cultori enogastronomici. A Cuba, l’omologazione è un’utopia. Dunque se cercate snack veloci o catene di fast food avete sbagliato destinazione. Oltre a bar che servono i buonissimi cocktail a base di rum nelle sue varianti più disparate (pina colada, cuba libre, mojito e daiquiri) il cibo non sarà un problema. La base della cucina è criolla, ovvero di ispirazione spagnola con influenze tropicali e africane. Proprio come la religione. Maiale e pollo fritto accompagnato da ananas e frutti secchi. Frutti di mare (mariscos) in guazzatto piccante con chili e aragoste (langosta) alla plancia a volontà. Il tutto a prezzi bassissimi. I ristoranti possono essere di due tipi: quelli finanziati dallo stato, la cui qualità è buona ma non eccellente e i paladares, a conduzione famigliare dalla cucina di gran pregio e dalla cura nei dettagli. Non per niente, paladar significa palato ma, a dispetto di quello che potrebbe pensare, non è un invito per le buone forchette ma un incentivo ad entrare, perchè in quel ristorante ci sarà sempre una tv accesa sulla telenovelas della sera. Lo spettacolo preferito dai cubani: paladar, per l’appunto.

continua…

P.S. Grazie a Kuoni, tour operator leader per la progettazione dei viaggi di nozze, per il supporto dato al nostro.

Sigari con sconto all’Hostal Valentia

Una vacanza all’Avana, non sarebbe completa senza l’acquisto di una bottiglia di rum (l’Havana Club base costa 5 CUC al litro anche se il migliore è il Santiago che viene venduto a prezzi decisamente più alti) procrastinabile fino al duty free e una confezione di puros, fabbricati a mano con foglie di tabacco. Romeo y Julieta, Cohiba, Montecristo e Partagas ma non dimenticatevi di acquistare prima di partire un pacchetto di Popular, le sigarette senza filtro dal retrogusto mielato, distribuite nei negozi dei locali a 30 pesos cubani al pacchetto (0.50 euro circa). Un centro acquisti sigari ad un ottimo rapporto qualità-prezzo si trova all’Hostal Valentia, della catena Habanex. Una tenuta nobiliare trasformata in hotel de charme nella cui lobby si trova la Casa de Tabaco, dove vengono distribuiti e venduti sigari e cigarillos.

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