Una cena all’ombra del Colosseo

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Di: Eleonora Boggio

Il percorso nei panni della principessa Anna, solcando le vie della capitale nelle mie personali “Vacanze Romane” continua con una passeggiata lungo i fori imperiali. Il giorno sfuma nel tramonto annegando della luce del crepuscolo gli archi dell’anfiteatro Flavio.

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“Cenerete sfiorando il Colosseo.” Ci avevano detto ma solo saliti al quarto piano dell’Hotel Capo d’Africa realizziamo la verità di queste parole. Il locale si affaccia in lunghezza svelando due terrazze dai tavoli apparecchiati. Una affaccia sulle absidi della Basilica dei SS. Quattro coronati ma veniamo invitati a sederci nella seconda dove, il Colosseo si sta facendo lambire dalle ultime luci del giorno. Lo spettacolo è di una bellezza disarmante e perfino un calice di vino bianco diventa spunto per una foto che pare d’autore ma che è stata scattata con un semplice smartphone. Consultiamo la carta dove i piatti classici della tradizione romana, sono composti come tavolozze. A presentarci il nuovo menù è Erio Ivaldi in persona, talentuoso chef recentemente insediatosi nella cucina dell’Attico Bistrot a cui lasciamo carta bianca. Erio Ivaldi è giovane, ma ha il bagaglio di competenze che lo rendono adatto a prendere in mano la gestione della cucina di un albergo, fatta anche di numerosi eventi e ospiti internazionali- Classe ‘81, vanta nel curriculum esperienze all’estero, in buoni ristoranti romani e in alberghi di lusso della Capitale.

IMG_20160716_203759La carta con cui inaugura il suo arrivo racconta la sua provenienza: è di Roma con radici in Puglia. Sono presenti in essa parecchi capisaldi della cucina romana e laziale e non pochi accenti pugliesi; si colgono qua e là anche influssi francesi dovuti alle esperienze lavorative parigine. La sua è una cucina che mette a proprio agio per schiettezza e semplicità, ma che tuttavia sorprende: è fatta di piatti della memoria, familiari, in cui si percepisce la mano sicura di chi rispetta i singoli elementi della sinfonia di un concerto facendoli emergere uno ad uno. Nulla è lasciato al caso, a partire dalla selezione dei prodotti scelti con attenzione, per i quali lo Chef fa la spesa personalmente in mercati selezionati o approvvigionandosi da piccoli produttori: salumi, formaggi, carne, ortaggi sono laziali (prosciutto e patate sono della Tuscia) con qualche incursione nei vicini Abruzzo (l’agnello), Campania (mozzarella, pomodori del Piennolo) e Puglia (l’olio, la burrata, il caciocavallo).

Ed è anche curiosa la struttura del menu dai titoli accattivanti. Della lista “Pronti, partenza, via”, scegliamo la Variazione di melanzane: polpettina al caciocavallo, piccola parmigiana, flan al basilico su crema di pomodori secchi, che fa subito estate. La polpettina, all’apparenza simile a un supplì, è fritta, asciutta e croccante e nasconde tutta la cremosità del formaggio pugliese; equilibrato l’accostamento con la delicatezza del flan al basilico, la sapidità dei pomodori secchi e l’assaggio di parmigiana. Una delizia che terminiamo mentre due simpatici ospiti ci stanno regalando un concerto inaspettato. Sono una coppia di gabbiani, un maschio e una femmina presumiamo dallo strepitio canoro che, complice una cornice che definire romantica è poco, intrattengono il parterre dei tavoli. Se l’antipasto era stato un prodromo, i primi rappresentano una conferma mentre le candele si accendono, il Colosseo si illumina e una stellata commovente va a scaldare il buio della notte. 20160716_205659

La lista propone alcune versioni dei “Primi piatti della tradizione”: Spaghettoni al pomodoro e basilico, e Mezze Maniche all’Amatriciana. Fra i “Primi Piatti” propone poi altri classici, ma rivisitati secondo il suo estro: così i Tonnarelli cacio e pepe si accompagnano con calamari croccanti, o gli Spaghettoni di Gragnano con pomodorini datterini si accendono con burrata di Andria e bottarga. Tradizione della campagna laziale e influssi d’Oltralpe nei raffinati Rigatoni romani al ragù bianco di coniglio e tacchino, con burro alle erbe e mandorle tostate: coniglio e tacchino sono rigorosamente d’aia, il condimento della pasta callosa e consistente è delicatissimo e aromatico, dal sapore antico, ma si attualizza nell’incontro con le scaglie di mandorle croccanti. In carta anche degli Gnocchetti di spinaci con crema di champignon e fiori di zucca, naturalmente fatti in casa. Optiamo per gli spaghetti dove l’acidulo della bottarga ben si accosta con la dolcezza della burrata e per il suo riadattamento della matriciana.

20160716_205705Ma la predilezione dello chef si svela sui secondi (in carta “I secondi a nessuno”) e ben la esprime nell’Agnello di Scanno d’Abruzzo I.G.P. con carciofi e pecorino romano DOP, in cui l’agnello tenerissimo e dal sapore per nulla selvatico incontra dei cuori di carciofo fritti e una sontuosa crema di pecorino, ma anche nella Guancetta di manza fassona alla paprika dolce e composta di cipolla di Tropea. Molto equilibrato anche il Baccalà con pomodorini, polvere di capperi e olive taggiasche: la delicatezza del pesce si armonizza con l’intensità dei condimenti mediterranei. Valorizzata e inaspettata la Rana pescatrice con zuppetta di lenticchie alla menta. Ma c’è anche un’offerta per i vegetariani: Tomino grigliato con cicoria saltata e crostino di pane.

IMG_20160716_203149Chi ha scelto l’agnello l’ha definito sublime ma c’è chi al secondo ha aspettato di chiudere in bellezza con i “Sogni d’oro”, ovvero la lista dei dessert si è sentito ancora meglio. Un soffice Tiramisu presentato in un barattolino di vetro con coperchio, una voluttuosa Mousse di cioccolato trinitario, e una elegante Pera al Moscato con ricotta romana dolce e dulce de leche. Per gli amanti dei formaggi come conclusione di pasto un Tagliere di formaggi con miele, noci e marmellate bio. E con il profumo del pecorino accostato con garbo alle confetture di mirtillo e al miele di acacia, ci congratuliamo con lo chef e salutiamo il maître dell’Attico Bistrot, promettendo di tornare. Anche se l’ultimo sguardo è verso il Colosseo: una spilla dentro una notte di stelle che non dimenticheremo.

Attico Bistrot

Hotel Capo d’Africa Roma • Via Capo d’Africa 54, 00184 Roma, Italia

Sito Web: http://www.hotelcapodafrica.com/en/bistrot-lattico/

Tel: (+39) 06 772 801

Orari: Il Bistrot è aperto dalle 19.00 alle 23.00 dal lunedì al sabato.

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