Il mio viaggio per un ristorante

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In realtà l’andante recitava, “il mio regno per un cavallo”, ma, invertendo i fattori il risultato non cambia. Ci sono luoghi che rimangono impressi per l’esperienza papillo gustativa che sanno fornire.

A giudicare dai titoli e dallo spazio dedicato all’impero Momofuku soltanto alla fine dello scorso anno da testate come Vogue, New York Magazine, Time, Guardian, l’annuncio dello chef David Chang di aprire il suo primo ristorante fuori New York non poteva passare inosservato. Diventato in pochi anni un punto di riferimento della scena gastronomica della Grande Mela, con ben cinque ristoranti, un Momofuku (www.momofuku.com) sarà inaugurato a breve anche a Sydney, presso lo Star City Casino. Il menu, ha anticipato Chang, non prevede l’importazione di nulla, fatta eccezione per “qualche vino e per alcuni prodotti giapponesi come il shoyu“, un tipo di salsa di soia.

Fra le prossime aperture più attese – a fine mese – c’è Dinner by Heston Blumenthal, a Londra. Lo chef britannico Blumenthal, già vincitore di tre stelle Michelin col suo Fat Duck (www.thefatduck.co.uk), per il suo nuovo locale rispolvererà alcune ricette britanniche del XIV secolo. Mentre si gustano piatti come lo sgombro affumicato, gli ospiti potranno anche sbirciare nella cucina grazie a una parete trasparente di vetro.

Ci spostiamo a Barcellona, dove il celebre chef catalano Ferran Adria’ dopo aver chiuso il celebre El Bulli e’ tornato in pista insieme al fratello Albert e accanto allo snack-chic inaugurato proprio ieri  (Cocteleria 41) fra poche settimane aprira’ anche Tickets (www.ticketsbar.es/en), insieme agli chef di “Rías de Galicia”. Tickets si presenta come un bar contemporaneo di tapas, sarà suddiviso in aree diverse, per tipo di finger food servito, e prevede anche un cocktail bar. Restando in Spagna, un viaggio a El Puerto de Santa Maria vale solo per una cena da Aponiente (aponiente.com), piccolo ristorante – 22 coperti – regno dello chef Ángel León, 33 anni. Specializzato nella cucina di mare, il locale è aperto dal 2005 e lo scorso anno si è guadagnato una stella Michelin. Curioso e originale, lo chef ha una straordinaria inventiva ed è sempre all’opera per provare nuove tecniche utilizzando ingredienti a dir poco inusuali come gli occhi di pesce (come addensante per le salse) o il plancton.

Negli Stati Uniti più di un locale si è meritato l’attenzione del quotidiano di casa. A San Francisco ha aperto lo scorso agosto l’elegante Benu (www.benusf.com) che, nonostante le aspettative altissime e i prezzi decisamente poco abbordabili per chi viaggia con budget limitati, ha avuto un feedback impressionante da clienti e critica. Michael Bauer, critico gastronomico del San Francisco Chronicle lo ha di recente premiato con 3 stelle e mezza. A due ore da Seattle, in auto e traghetto, a Lummi Island il Willows Inn (www.willows-inn.com) sta per diventare una meta culinaria da non perdere grazie al suo nuovo chef, Blaine Wetzel, 24 anni, già pupillo di Rene Redzepi del Noma di Copenaghen. Il locale riaprirà a febbraio con un menu tutto incentrato su ingredienti e piatti locali. Sull’altra costa, precisamente a Long Island (New York), vale la pena sostare per un brunch da M. Wells (mwellsdiner.com), gestito da Hugue Dufour, ex chef dell’Au Pied de Cochon di Montreal, e da sua moglie Sarah Obraitis. Quando ha aperto, a luglio, M. Wells serviva soltanto colazione, ora è aperto dalle 10 alle 16 e sta puntando all’apertura serale una volta ottenuta la licenza per gli alcolici.

Nell’elenco del New York Times compare anche Singapore, una delle metropoli gourmet da scoprire. I critici puntano tutto su Restaurant André (www.restaurantandre.com), che ha aperto a ottobre nella China Town della città-stato asiatica. Praticamente da allora lo chef Andre Chiang sta stregando anche i palati più esigenti con piatti ispirati alla cucina francese. E proprio in Francia, a Menton, viene segnalato il Mirazur (www.maurocolagreco.com), grazie alla destrezza e all’inventiva del suo chef argentino Mauro Colagreco. Nel 2009 è stato il primo non francese ad ottenere il riconoscimento di Chef dell’Anno da Gault-Millau. Infine il Sud America nasconde un’altra chicca per chi al viaggio unisce sempre la scoperta di nuove cucine: il Restaurante Garzon (www.restaurantegarzon.com), nell’omonimo paesino dell’Uruguay, è perfetto per chi preferisce le grigliate di carne. Inaugurato nel 2004 dallo chef argentino Francis Mallmann, è annesso a un mini hotel con cinque camere.

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