I tropici italiani

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Di Manuela Gobbo

Galileo Galilei nel Seicento affermò essere il Sole al centro dell’Universo e rivoluzionò il mondo.  Ci accorgiamo di quanto sia sconosciuta la Terra solo se cambiamo punto di osservazione. Anche il Belpaese aspetta di essere scoperto e sfida il viaggiatore più esperto…

Potrebbe sembrare un ossimoro, ma solo dal punto di vista climatico-geografico. Quando pensiamo ai tropici, voliamo lontano per raggiungere quella fascia di terra tra il tropico del Cancro e quello del Capricorno. L’estate italiana riserva però alcune sorprese. Il cambiamento climatico sembra proprio che abbia portato anche da noi temperature torride, acquazzoni improvvisi e brevi che lasciano velocemente spazio ad un cielo azzurro terso; tipici fenomeni tropicali. Quanto al panorama, la nostra isola maggiore custodisce scorci di spiagge bianchissime incorniciate da palme ondeggianti sulla battigia e lambite da un mare davvero cristallino. Questo confonde le idee, o almeno l’immaginario comune. Lo dico con cognizione di causa visto che, dopo aver navigato per anni tra le isole caraibiche, ho scoperto la Sicilia! Il paradiso dei sensi: profumi di timo e agrumi, sapori forti dolci e salati, lingua musicale, preziosi oggetti d’artigianato e scenari naturali da Regno di Bengodi! Questo Eldorado italiano è ora molto comodo da raggiungere anche dai principali porti ed aeroporti italiani con costi davvero accessibili. Se potete permettervi poi qualche giorno in più della classica settimana, fermatevi a Palermo. E’ una città ricchissima d’arte ma anche fantastica per lo shopping e lo “struscio” nelle affollatissime e sofisticate vie del centro. Si mangia bene dovunque e “il Mirto e la Rosa”, ristorante a pochi passi dallo storico hotel delle Palme, è un esempio di senso civico, aderisce all’iniziativa “Noi non paghiamo il pizzo”, e di attenzione alla “sostenibilità” utilizzando in cucina solo prodotti tipici locali. Da Palermo in auto o con un servizio di autobus di linea si raggiunge Milazzo, punto di partenza dei traghetti per le isole Eolie.

M’è dolce naufragar in questo mare…

Il modo migliore per visitare le isole Eolie è senz’altro la barca. Per gli sportivi, il catamarano o la barca a vela regalano il massimo piacere. Per me e la mia famiglia l’Aniletta, un caicco in legno di 27 metri, è stata una soluzione fantastica per sentirci quel tanto intrepidi avventurieri, con la sicurezza però di un equipaggio esperto, ed anche con il comfort di grandi cabine con bagno e doccia. Il cuoco a bordo vizia e soddisfa la curiosità degli ospiti alla scoperta dei sapori della cucina siciliana. Sciolti gli ormeggi da Lipari si costeggia l’isola e, una volta raggiunto l’ampio ponte sole, il paesaggio circostante ci meraviglia; sebbene ci dividano migliaia di chilometri, sembra di essere ai Caraibi. Coste rocciose custodiscono baie di sabbia e piccole case bianche abbarbicate sui fianchi di montagne, verdissime, che punteggiano il percorso della nostra passeggiata pomeridiana. Ogni isola è diversa per vegetazione e dimensione ma il mare che le circonda le avvolge impreziosendole tutte. Non è raro in navigazione verso Stromboli incrociare delfini e balene. Tra insediamenti preistorici, grotte e anfratti raggiunti con il piccolo gommone, serate glamour a Panarea, trekking a “Strombolicchio” e bagni benessere nelle acquee sulfuree dell’isola di Vulcano, si ha il tempo per l’ozio creativo con la consapevolezza che i “tropici nostrani” sono luoghi esotici. Provate quest’anno a cambiare spiaggia, mare… sarà una rivelazione.

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