Svizzera in fiore

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Locarno Camelie.
Uno splendido giardino di camelie accoglie i visitatori a Locarno per la festa delle camelie (dal 28 marzo al 1° aprile 2012), la più importante rassegna europea del genere e seconda solo alle iniziative promosse in Giappone, terra natia di questo splendido fiore. La mostra presenta oltre 300 varietà esposte da giardinieri esperti, per mettere in luce una pianta che rappresenta una vera ricchezza del patrimonio botanico presente nei giardini privati e pubblici del Locarnese. Il programma prevede anche numerosi appuntamenti collaterali, momenti culturali, un mercato di fiori e libri.

Isole di Brissago.
Le Isole di Brissago, sul Lago Maggiore, costituiscono il Parco botanico del Cantone Ticino ed hanno una storia molto particolare. Nel 1885 la baronessa Antonietta Saint-Léger tra-sformò le isole in dimora dove convennero pittori, scultori, musicisti, scrittori. Nel 1927 il nuovo proprietario, il commerciante amburghese Max Emden, fece costruire l’attuale palazzo, la darsena e il bagno romano, potenziando sull’Isola Grande la coltivazione di piante esotiche, come Azalee, Rododendri, Palma giapponese, Camelie, Banano giappone-se, Bambù, Ginkgo, Protee del Sud Africa. Uno scenario del tutto diverso è la zona del Cen-tro America con Magnolia grandiflora, Agave, Cipresso calvo, Yucca, Papaveri di California. L’Isola Piccola invece è ricoperta da vegetazione spontanea, prevalentemente della regione insubrica, mantenuta allo stato naturale.

Parco botanico del Gambarogno, a Vairano, San Nazzaro.
Sulla Riviera del Gambarogno, tra Piazzogna e Vairano, a ridosso di una collina che sembra tuffarsi nel lago Maggiore, la perizia del vivaista Otto Eisenhut ha creato, su una superficie complessiva di oltre 17’000 metri quadrati, un parco che contiene una miriade di piante: circa 950 qualità diverse di camelie e quasi altrettante di magnolie, per non contare le azalee, le peonie e i rododendri, attorniate da pini, ginepri, edere e abeti esotici o rari in Europa.
Dal 2 aprile è prevista la fioritura di camelie e magnolie.

Parco Monte Verità, Ascona.
Agli inizi del Novecento venne fondato qui da Ida Hoffmann ed Henri Oedenkoven il “Sana-torium” del Monte Verità, una colonia sulla collina Monescia che consisteva in una comunità improntata su un sistema di vita alternativo che cercava il ritorno alla natura e professava una dieta vegetariana, lunghe esposizioni al sole, il naturismo e l’adesione alla filosofia teosofica. La proprietà venne acquistata nel 1926 dal barone Eduard von der Heydt che la lasciò in donazione al Canton Ticino, divenutone proprietario nel 1964. Dagli abitanti locali i frequentatori del Monte Verità venivano chiamati “balabiótt” (in dialetto danzatori nudi) un po’ per spregio ed un po’ per pruriginosa curiosità. Tra gli ospiti si ricordano gli scrittori Herman Hesse, Rainer Maria Rilke, Erich Maria Remarque e lo psicanalista Otto Gross. Il parco è ricco di piante esotiche.

Parco Scherrer, Morcote.
Visitandolo si ha l’impressione di entrare nel giardino delle meraviglie. Qui arte e vegetazione si sono fuse mirabilmente: passeggiando tra il fresco di caratteristici fusti prealpini, medi-terranei ed esotici, si possono ammirare sculture e creazioni artistiche (talvolta originali, talvolta imitazioni) ispirate a epoche e culture più o meno lontane. All’entrata due maestosi leoni marmorei accolgono il visitatore. Più oltre, statue indù di elefanti e serpenti appaiono quasi per incanto. Ancora più in là si scorge, protetta da un rigoglioso boschetto di bambù, laCasa del Tè siamese, detta anche la “Casa delle 10.000 delizie”. Accanto sorge un piccolo tempio egiziano.Ideatore di questo luogo fantastico fu Arthur Scherrer, un facoltoso com-merciante di San Gallo appassionato di viaggi in terre lontane, che negli anni Trenta tra-sformò ecletticamente la sua proprietà sulle sponde del lago di Lugano.

Parco botanico San Grato, Carona.
Il parco botanico San Grato si trova sull’Arbostora, una collina che sovrasta il Ceresio. Si accede al parco percorrendo quello che viene comunemente chiamato il “sentiero dei fio-ri”, che inizia dalla vetta del Monte San Salvatore e prosegue in direzione del parco attra-versando il nucleo di Carona. Nel periodo della fioritura si possono ammirare rododendri, azalee e camelie di tutti i colori, disposti in bellissime aiuole lungo i comodi sentieri del giar-dino, con una meravigliosa vista sul golfo di Lugano. All’interno del parco vi è una villa, ora sede di un bar e di un ristorante, e tutt’intorno si estende un vasto bosco.

Parco Ciani, Lugano.
Affacciato sulle rive del Ceresio, a pochi passi dal movimentato centro di Lugano, si estende il parco civico della città, Parco Ciani. I vialetti del parco si snodano tra aiuole fiorite, statue e fontane, si insinuano tra i bei prati all’inglese e raggiungono piazzette celate dalla fitta ve-getazione. Lungo i percorsi si possono ammirare alberi appartenenti a specie rare ed esoti-che. Parco Ciani è diviso in due zone ben distinte. La prima ha caratteristiche sia del “giardino all’italiana” che del “giardino all’inglese”. La seconda parte ha un carattere più naturalistico della precedente, con essenze arboree autoctone. All’interno di Parco Ciani si ergono diversi edifici: la Villa, sede del Museo Civico di Belle Arti, il Palazzo dei Congressi, la darsena, il Museo Cantonale di Storia Naturale e la Biblioteca Cantonale.

Parco del Museo Vincenzo Vela a Ligornetto.
La villa costruita nel 1865 da Vincenzo Vela, scultore di fama internazionale, esponente di spicco del verismo, divenne già alla fine dell’Ottocento sede museale. Riaperto nel 2001 dopo una ristrutturazione curata dall’architetto Mario Botta, il museo presenta un nuovo alle-stimento delle collezioni che ne mette in luce la ricchezza. Una passeggiata nel parco per-mette di ammirare il giardino formale italiano e quello paesaggistico inglese, le coltivazioni di agrumi e le piccole esposizioni di piante ornamentali tra cui rose, camelie e peonie. Il parco ospita mostre di arte contemporanea.

Parco degli Ulivi, Lugano.
Il Parco degli Ulivi si trova a Castagnola, sul fianco del Monte Brè, e si estende su una su-perficie di 20’000 mq. Il clima mite favorisce la vegetazione; ulivi, cipressi, alloro, rosmarino, oleandri e altri arbusti crescono su pendii e terrazzi. Dal parco la vista abbraccia un ampio panorama dal lago di Lugano alle montagne circostanti. Vi si accede dal Sentiero di Gandria o dal Sentiero dell’olivo (in parte coincidenti), che si snoda tra Gandria e Castagnolalungo il lago, tra boschi e uliveti. Il percorso lungo 7 km è arricchito da 18 tavole informative re-canti notizie sulla storia, la botanica, la coltivazione dell’olivo, sulle olive e sull’olio.

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