Formentera: nel blu dipinto di blu!

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Di: Isabella Pesarini

Un gruppo di amiche alla scoperta della perla delle Baleari per una vacanza breve ma indimenticabile!

Ci sistemiamo nel mini-appartamento di lusso in mezzo alla pineta del residence. Sono le sei e mezza di sera, c’è tutto il tempo per un piccolo bagno nelle acque cristalline che hanno reso celebre la più piccola delle Baleari. Guardiamo il sole tramontare arancione oltre l’orizzonte per prepararci alla vita notturna. Dopotutto, siamo a Formentera!

Purtroppo il residence è lontano dalla zona di movida, però proprio di fronte all’entrata passa un autobus che porta verso le zone dei locali. Ci fermiamo al primo locale, in fondo è solo il primo giorno di vacanza ed è meglio non strafare. Veniamo accolte da una squadra di animatori romagnoli, l’intero locale è gestito da ragazzi romagnoli. Le sorprese continuano, quando al nostro tavolo arrivano due bicchieri di Prosecco gentilmente offerti dal responsabile di Zeus Milano! Riconosciamo la Milano di Brera, la Milano bene, la Milano elegante, la Milano in vacanza che si è trasferita a Formentera per qualche giorno di pausa. Si respira aria di Milano, dai vestiti indossati dalla gente, dalla gente vera e propria, dalla musica che si ascolta, dagli innumerevoli Negroni che vengono sfoggiati sui tavoli. L’unica nota spagnola della serata è l’orario di chiusura del locale: le quattro del mattino. Non male, come prime ventiquattr’ore filate di vacanza!

Secondo giorno. Sveglia a mezzogiorno, intera giornata di mare. La spiaggia di Es Pujols è un’autentica meraviglia! È un susseguirsi di scogli e piccole piscine naturali, è impossibile restare immobili sul bagnasciuga. Mi riscopro vanitosa a specchiarmi nella trasparenza dell’acqua del mare, seguito da un intero servizio fotografico in costume da bagno per immortalare tutta la bellezza di questa giornata d’agosto. E, aspetto fantastico, c’è assoluta libertà! È possibile prendere il sole in topless senza essere disturbate, ci viene detto che alla fine della spiaggia è presente un piccolo angolo per gli appassionati dell’abbronzatura integrale. Alle sei del pomeriggio ci ritiriamo nella pineta e assaporiamo la tranquillità del silenzio in mezzo alla natura. Il rumore per aprire una lattina di birra sembra quasi molesto, come a confermarlo delle tortore lasciano l’albero per spostarsi altrove. Oggi il sole tramonta dietro agli alberi, dopo l’area adibita per il tiro con l’arco.

Cariche di sole e natura iniziamo con lo shopping serale al centro di Es Pujols. Abbiamo come l’impressione che Formentera sia in realtà una colonia italiana, gli unici due spagnoli indigeni che abbiamo visto sono i due ragazzi dell’autostop di ieri pomeriggio!

Ma le vie del centro sono piene di locali e di chiringuitos, respiriamo un po’ di Spagna! Scopriamo il bocadillo tipico dell’isola: prosciutto crudo, formaggio e tanto, tanto olio. Calpestiamo coi nostri tacchi da 12 i camminamenti in legno in riva al mare, che rappresenta la passeggiata di Es Pujols, camminamenti previsti dal comune per non rovinare il sistema di rigenerazione delle dune. Ci fermiamo in un chiringuito per una birra e decidiamo di tornare nel locale di gestione romagnola, il Big Sur. La notte oggi è particolarmente carica! Le ragazze servono i tavoli in minigonna, stivali e costume da bagno paillettato, i ragazzi shakerano cocktail dietro al bancone rigorosamente a torso nudo. In mezzo a centinaia di persone sentiamo parlare spagnolo! Dei ragazzi si avvicinano al nostro tavolo senza dire una parola. Magari sono spagnoli e non parlano né italiano né inglese, proprio come i due dell’autostop. Improvvisiamo un Hola! e un ¿Que tàl? Come va? In realtà sono italiani, ma assolutamente troppo timidi per essere i primi a rompere il ghiaccio. L’imbarazzo viene prontamente cancellato dalla conseguente risata, come per magia sul nostro tavolo viene servita una bottiglia di Moët & Chandon, offerto dall’ideatore della festa di questa sera al Big Sur, un ragazzo sulla trentina, camicia bianca quasi abbagliante, Ray-Ban sul naso nonostante sia l’una di notte. Gracias! No hay de que. ¿De dónde eres? Da dove vieni? Inavvertitamente snarnutisco e il Salute! della mia amica rivela la nostra nazionalità italiana. Il ragazzo sorride divertito e si toglie i Ray-Ban dal naso. Ma è il gestore di Zeus Milano che c’era ieri sempre qui, al Big Sur! La conversazione prosegue più sciolta, ora il nostro tavolo è pieno di gente, ci saranno almeno una ventina di persone, tra gruppi improvvisati e amici di amici. Il responsabile di Zeus Milano ci lascia il biglietto da visita, potrà tornare utile una volta rientrate a Milano. La magia di Formentera è anche questo, entrare in due in un locale e ritrovare gente della metropoli meneghina che mai si riuscirebbe a conoscere in un clima amichevole come lo stiamo vivendo al Big Sur! Entriamo nella zona coperta, dove i barman stanno improvvisando uno spettacolo coi cocktail. Una mano shakera, l’altra fa compiere piroette acrobatiche allo shaker, allo stesso tempo ballano a suon di musica, a completare il quadro ci pensa il fisico perfetto fatto di muscoli scolpiti. Uno spettacolo di Bronzi di Riace!

Il Big Sur chiude alle quattro e mezza di notte, è ora di rientrare nel residence, ma come si può evitare una mezz’ora di camminata coi tacchi a spillo e il portafoglio vuoto? Troviamo un ragazzo che alloggia qualche centinaio di metri dopo il nostro residence, lui precede la nostra richiesta offrendo i due posti rimanenti nel taxi in modo da dimezzare la tariffa. Ovviamente il ragazzo non è spagnolo, viene da Torino, ma la mamma è una nativa nordamericana.

Sono le sei del mattino, il sole si alza timido, perfetto buongiorno per un’isola da sogno.

La fame inizia a farsi sentire, ci prepariamo una pentola abbondante di spaghetti al sugo di tonno e cipolle, forse non il piatto perfetto per una colazione, ma sicuramente efficace per saziare il buco allo stomaco dopo una giornata di diciotto ore. Sarà l’odore del tonno, sarà l’eco del nostro chiacchericcio che tre ragazzi si avvicinano cauti al nostro appartamento, tre ragazzi bolognesi. Dall”abbigliamento riconosciamo la provenienza da uno dei locali notturni evidentemente ancora aperti. L’unica discoteca dell’isola è lo Xueno, un club capace di contenere 400 persone caratterizzato da tre aree: la sala principale, la terrazza e la zona relax. Come moderni interpreti di un film di Alberto Sordi svuotiamo velocemente il pentolone pieno di spaghetti. I saluti si protraggono fino alle nove del mattino, quando le palpebre calano decisamente per un sonno profondo.

Toc toc! Toc toc! Qualcuno sta bussando violentemente alla porta. Chi mai potrà essere di mattina in mezzo a una pineta? Realizziamo che è il terzo giorno, giorno di ritorno, che avremmo dovuto lasciare l’appartamento libero alle dieci del mattino per le pulizie per i clienti in arrivo, che invece sono le undici e mezza! L’appartamento ha più l’aspetto di un magazzino, vestiti dappertutto, pentole non lavate che si affacciano ben oltre l’angolo cucina, alcuni piatti sono stati dimenticati sul tavolino davanti all’entrata. Apriamo la porta alla donna delle pulizie che ci ringhia di lasciare l’appartamento entro mezz’ora. Alla velocità della luce io mi occupo di rifare le valigie, la mia amica provvede alle pulizie di pentole, piatti e posate. Non completamente sveglie ci affacciamo alla riva di Es Pujols, per salutare un mare d’incanto e per promettere all’isola di Formentera di tornare a rivivere tutte le sue meraviglie.

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