Brindisi: la porta d’Oriente

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Di: Stefano Todisco

Ultimo porto italiano in direzione della Grecia e dell’oriente,già citata dal poeta latino Orazio nella quinta delle sue Satire, Brindisi prende il nome dall’antica Brention, centro costiero messapico ben noto ai naviganti greci che la chiamarono Brentesion.

Il suono iniziale “br” riconduce al cervo e alle sue corna, animale sacro per molti popoli antichi. E forse non è un caso vedere nella costa frastagliata del porto la sagoma di una testa di cervo, ancora oggi presente sullo stemma della città.

Il centro storico vanta le vestigia della città romana e medievale, Brundisium: il cuore della città antica è inglobato in quella moderna. Il Teatro Verdi, detto anche “sospeso”, è situato sui resti di case romane ancora visibili.

In prossimità della Cattedrale si trova il palazzo barocco Granafei-Nervegna, ricco di decorazioni architettoniche e recante quattro massime etiche sulle cornici esterne. La limitrofa loggia di Palazzo Balsamo è un tripudio di arte scultorea gotica.

Il Portico dei Templari (così denominato nel Settecento) non ha un reale nesso coi cavalieri crociati ma risale realmente al periodo in cui da Brindisi partivano navi dirette alla Terrasanta (XII-XIII secolo). Il i due archi a sesto acuto affiancano la sede del museo civico “Francesco Ribezzo”.

Una camminata lungo via colonne farà attraversare il nucleo urbano più antico portando indietro nel tempo il turista: piazza Virgilio si presenta come un angusto slargo prospiciente il mare e rialzato rispetto ad esso. Qui campeggia il simbolo millenario della città, una colonna e i resti di una seconda (oggi a Lecce) che la tradizione vuole fossero i termini della via Appia che qui giungeva. In realtà dovettero essere semplici colonne celebrative, erette tra la fine del II secolo d.C. e l’età bizantina, per rendere più scenografica la visuale di Brindisi ai naviganti che vi giungevano dal mare. Era questo infatti uno dei principali porti dell’antichità romana.

Il Tempio del Santo Sepolcro o chiesa di San Giovanni al Sepolcro è uno splendido esempio di architettura sacra normanna d’epoca crociata (XII secolo), decorato con rappresentazioni allegoriche e bibliche alternate da motivi floreali.

Ma Brindisi non è solo storia, è anche simbiosi tra antico e moderno: di sera, d’estate, i locali del centro si riempiono di giovani e i turisti ghiotti di specialità locali possono gustare piatti di pesce nei tanti ristoranti presenti presso il porto e nell’entroterra. Celebre è La Locanda ti li Spilusi in contrada Restinco, in direzione di San Vito dei Normanni, dove le porzioni si addicono più a chi ha una fame insaziabile che a chi è a dieta.

Alcune specialità tipiche del Salento, reperibili anche presso i fornai o i bar, sono i pasticciotti, dei dolci ripieni di crema, i rustici di Lecce, veri e propri bomboloni di sfoglia salata ripieni di besciamella, pomodoro e pepe ma soprattutto va citata la Pizzeria Romanelli famosissima per la fritte, panzerotti fritti e allungati.

 

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