Milano: la torre Velasca

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Per me che venivo dalla provincia è stato amore a prima vista. Questione di prospettiva, forse. Perchè si fa vedere e si faceva vedere ancora di più quando Milano, non aveva ancora subito la metamorfosi con EXPO in piccola Manhattan, traducendo lo skyline in una distesa di piccoli grattacieli come avvenne nel 2015. Mi piaceva, anche se c’era chi trovava i suoi 26 piani di “bretelle in cemento” disturbanti. Mi piaceva proprio perchè strideva davanti alla leggiadria delle guglie del Duomo, che parevano ricamate nel cielo della metropoli e, fin d’allora sognavo di poter abbracciare la sua vista. E’ successo molti (troppi, perchè il tempo è un malandrino che se cerchi di fermare diventa centomentrista), anni dopo. Grazie, all’iniziativa di DomusLux e alla lungimiranza di Unipol che ha trasformato una pentahouse al 25esimo piano e un appartamento al 19esimo in location per eventi intimi e particolari. Mostre, vernissage o iniziative di nicchia, dedicate a un parterre raffinato e preparato. Non è facile aggiudicarsi il 25esimo piano della Torre Velasca, ma se vi trovate, ospiti di un evento, dimenticherete a fatica, la vista dalla sua terrazza. Dove la Madonnina ammicca e saluta fino a farsi quasi accarezzare. Poco importa se il grattacielo che quasi la sfiora abbia subito nel corso degli anni pesanti contestazioni. 292 furono i giorni per costruire quel monumento, varato nel 1957, che ancora oggi fa guardare in alto, storcere il naso chi ci passa sotto e sognare, chi ha la fortuna di vedere la sua vista. In fondo, non c’è grande creazione che non sia stata contestata e la tradizione si perpetra, anche per uno dei luoghi più magici della capitale meneghina.

Torre Velasca

Piazza Velasca, 3-5 Milano

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