De Chirico: la metafisica nella pittura

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“Et quid amabo nisi quod aenigma est?” “Cosa non dovrei amare se non l’enigma?” La domanda che nell’essere provocazione contiene i germi del manifesto pittorico di Giorgio De Chirico è indicata sulla cornice di un autoritratto del pittore e, la tela si presenta come la prima di un percorso di oltre cento, al visitatore. Ma questa domanda, i cui echi del nichilismo nicciano sono papabili, veglia, come una musa inquieta, lungo ogni tela dell’esposizione. La mostra si snoda in otto sale al primo piano di Palazzo Reale a Milano, dove a quasi cinquant’anni di distanza dall’ultima, vengono riproposti, in una parata di olio e di colori, i fasti e i percorsi narrativi De Chirico, dagli esordi ai grotteschi autoritratti in costume degli ultimi anni.
Un viaggio espositivo fatto di confronti inediti e accostamenti irripetibili che svelano il mondo di una delle più complesse figure artistiche del XX secolo dove non mancano richiami filosofici e riferimenti alla poetica dell’amico Apollinaire. Dove gli Argonauti si trasformano in manichini, dall’occhio vacuo e stondato su piazze vuote e Andromaca e Agamennone si spingono in una danza eterea fatta di pepli fluttuanti della pietra e di figure plastiche. Non mancano le piazze, dalle ombre statiche e le prospettive inverse, a mostrare allo spettatore come la verità non sia mai una sola e gli orologi con il tempo sospeso, quasi una chiave che apre uno spiraglio sull’abisso dell’eternità. Una sala è dedicata ai Bagni Misteriosi, percorsi dove gli uomini vivono la leggerezza dell’acqua, bloccati però nella lentezza dei movimenti. L`esposizione è un grimaldello sulla pittura ermetica che affonda le sue radici nella Grecia dell`infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, dà vita alla Metafisica che stregò surrealisti e conquistò Andy Warhol, che dal pittore mutuò il concetto di replicabilità della stesse immagine. De Chirico, un viaggiatore del pennello, pronto a percorrere nuove frontiere pittoriche, con la stessa temerarietà dei suoi argonauti. Con sfrontato oltraggio, dimentica le regole pittoriche, rifiuta l’armonia delle forme, svuota le identità trasformandole in manichini e non pago, gioca con la storia, come un cavaliere senza destriero. Non per niente è sua la frase, “Siamo esploratori pronti per altre partenze”. E lui, con il suo approccio visionario e irriverente, non si è ancora fermato.

De Chirico: Palazzo Reale
Indirizzo: Piazza del Duomo, 12,
20122 Milano MI

Orari:
Lunedì: 14:30 – 19:30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 09:30 – 19.30
Giovedì e sabato: 09:30 – 22.30

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