Perle nascoste

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L’anno nuovo ha portato la voglia di scoperta? Allora non c’è un minuto da perdere! Quest’anno ci sono quattro gemme nascoste del territorio italiano, tutte magiche e tutte quasi sconosciute, che meritano di essere visitate. Si tratta dell’Abbazia di San Galgano, vicino Siena, dove è possibile scoprire la leggenda attorno ad una nostrana Spada nella Roccia e guardare il cielo dall’interno di un’abbazia; poi i Templi degli Uomini di Damanhur, uno dei segreti meglio custoditi d’Italia, situato a brevissima distanza da Torino; il mosaico più grande d’Europa che si trova ad Aquileia e, per finire, alla scoperta di una Villa dalla storia travagliata alle porte di Milano che, per bellezza e giochi d’acqua, nulla ha da invidiare all’austriaco Castello di Hellbrunn.

Abbazia di San Galgano, Siena

Situata a soli trenta chilometri da Siena, l’Abbazia di San Galgano è uno di quei posti segreti d’Italia che vale davvero la pena di esplorare. L’eremo, chiamato Rotonda di Montesiepi, ospita, oltre all’impressionante Abbazia, di cui oggi resta solo l’impianto a cielo aperto, anche una nostrana Spada nella Roccia. La leggenda vuole che il giovane toscano Galgano Guidotti conducesse una vita di vizio e dissolutezze fino al giorno in cui l’Arcangelo Michele non gli apparve in sogno spingendolo a diventare cavaliere. Mentre era in battaglia una seconda visione lo spinse verso il colle di Montesiepi dove decise di abbandonare la guerra e dedicarsi alla contemplazione religiosa: conficcò quindi la sua spada nella roccia lasciandone fuori solo l’elsa e un tratto di lama tali da ricordare una croce. Quella croce fu da lui adorata fino alla fine dei suoi giorni.

I Templi dell’Umanità di Damanhur

Vidracco, poco lontano da Torino, è un comune di soli 500 abitanti, ma cela un grande segreto: il tempio sotterraneo più grande del mondo, certificato dal Guinness dei Primati. Si tratta di un reticolo di camere e corridoi decorati con mosaici, bassorilievi, dipinti, vetrate con colori accesi e vivaci per un totale di 850.000 metri quadrati dislocati su cinque livelli che raggiungono la profondità di 72 metri. Il Tempio, composto da sette sale principali, ognuna dal nome evocativo (la sala dell’Acqua, la sala della Terra, la sala delle Sfere, la sala degli Specchi, la sala dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto) è stato costruito dai membri della Federazione di Damanhur, una piccola comunità autogestita che vive nella Valchiusella fondata da Oberto Airaudi. Fu proprio il fondatore, ispirato da alcune visioni avute durante l’infanzia, a dare inizio ai lavori di costruzione del tempio nel 1977. Ben presto arrivarono volontari da tutto il mondo a contribuire alla creazione il cui risultato è due volte impressionante: perché interamente basato sul progetto non di un ingegnere, ma di un’idealista e anche perché per ben sedici anni il tutto venne mantenuto sotto il segreto più totale, senza che nessuno ne venisse a sapere nulla. Fu solo nel 1992 che il Tempio fu rivelato ed il luogo fu addirittura definito “l’ottava meraviglia del mondo”.

I 700 mq dell’opera musiva della Basilica di Aquileia

Ogni anno decine di migliaia di visitatori raggiungono Aquileia per godere dell’incredibile spettacolo offerto dai suoi mosaici, oltre che per visitare la città e la Basilica stessa. Lo splendido complesso architettonico di Piazza Capitolo, infatti, cela la più estesa opera musiva dell’intero occidente: con i suoi 700 metri quadrati il mosaico a pavimento della Basilica rappresenta una ricchezza inestimabile per il nostro territorio. L’opera, realizzata in epoca paleocristiana, nel IV secolo d.C., colpisce l’occhio per la vividezza conservata dai suoi colori e per l’inconfondibile influenza bizantina delle figure rappresentate. Fra di esse, emblematica, la Vittoria Alata, simbolo dell’ascesa del Cristianesimo in Italia. È possibile ammirare il mosaico della Basilica camminando su un’apposita passerella posta tra le navate della chiesa.

Il ninfeo di Villa Visconti Borromeo Arese Litta

Se le volte che siete stati a Milano non si contano e vi sembra di conoscerne ogni palmo, forse è arrivato il momento di ricredervi. Ad un quarto d’ora dalla città troviamo un giardino incantato in cui verrà spontaneo perdersi fra verde e giochi d’acqua. Stiamo parlando di un complesso davvero in grado di rivaleggiare con il castello di Hellbrunn: si tratta del ninfeo di Villa Visconti Borromeo Arese Litta, costruito sul finire del 1500 da Pirro I Visconti Borromeo. All’interno del ninfeo si possono ammirare grotte artificiali, scherzi d’acqua diabolici – azionati da fontanieri nascosti all’interno di invisibili intercapedini della costruzione – statue neoclassiche, fontane di prezioso marmo di Candoglia, o di Carrara, stanze decorate da meravigliosi mosaici realizzati con pietre di fiume dove appaiono anche degli unicorni. Il ninfeo è oggi visitabile, per date e prenotazioni, bisogna consultare il sito degli Amici di Villa Litta.

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