Trentino: Ma che bel castello!

Il Trentino riserva in ogni stagione sorprese, spettacoli naturali unici e luoghi inaspettati. Basta incamminarsi lungo sentieri meno battuti per scoprire luoghi nascosti, piccole gemme immerse nella natura, pronte a stupire ed incantare. A circa dieci minuti di auto da Trento, nel paese di Lavis, c’è un giardino storico che sembra uscire da un racconto fantastico. È il giardino Bortolotti, detto “dei Ciucioi”, un giardino pensile unico nel suo genere, dove rovine e vegetazione giocano insieme per creare un paesaggio onirico, dal fascino romantico e decadente. Un esempio di complesso monumentale dal gusto eclettico della prima metà dell’Ottocento, nel quale il suo ideatore ha cercato di far rivivere un paesaggio fantastico e pittoresco. Lungo un percorso a rampa elicoidale, si susseguono terrazze a giardino pensile che tra magnifiche piante rare ospitano varie strutture, tra cui la facciata di una chiesa neogotica, un criptoportico, una loggia rinascimentale e tanto altro, fino alla sommità dove si trova l’edificio detto Casa del Giardiniere. Nel periodo di massimo splendore, una grande serra, simile alle limonaie del lago di Garda, ospitava magnifiche piante rare: palme, limoni, magnolie, aranci, ulivi. Danneggiato gravemente durante la Prima Guerra Mondiale ed in seguito alla terribile siccità nel 1921 che distrusse tutte le piante cadde in abbandono. Ora dopo oltre un ventennio di lavori di rinnovamento è stato finalmente riaperto alle visite guidate, a cura dell’Ecomuseo Argentario, ogni sabato e domenica. E fino all’8 dicembre 2020 il giardino Bortolotti fa da cornice alla mostra “Giardini ritrovati.Spazi e caratteri delle architetture verdi in Trentino”, allestita lungo le terrazze e arricchita da coinvolgenti soluzioni multimediali, che evocano l’esperienza multisensoriale offerta da alcuni dei più celebri complessi verdi della provincia nel trascorrere delle ore e delle stagioni. info@ecoargentario.it

castelli del Trentino sono una meta dove, nel rispetto delle misure previste per garantire il distanziamento e la sicurezza, si può apprezzare e scoprire il grande patrimonio culturale e architettonico conservato nelle loro sale.

Trento non può mancare una visita al monumentale Castello del Buonconsiglio, con i suoi nuovi percorsi di visita dal nucleo più antico al rinascimentale Magno Palazzo, le sale con gli affreschi di Dosso Dossi, Romanino e Fogolino, mentre per la visita alla Torre Aquila per ammirare il celebre Ciclo dei Mesi, l’accesso rimane limitato a una decina di persone per turno da prenotare con le stesse modalità della visita al castello.

Castel Caldes in Val di Sole ospita fino al 1° novembre una mostra dedicata alle incisioni realizzate da Rembrandt della collezione Lazzari Turco Menz, donata nel 1924 al Municipio di Trento, e conservate al castello del Buonconsiglio. Composta complessivamente da circa un migliaio di fogli, abbraccia un arco cronologico assai ampio, dalla fine del XV secolo alla metà del XIX, comprendendo opere di scuola italiana, francese, fiammingo-olandese, tedesca, spagnola e inglese. Nel castello solandro si può anche visitare la magnifica Stube del Conte, vasto ambiente restaurato in maniera certosina.

Castel Beseno fino al 1° novembre ospita la mostra antologica dedicata a Mandy Barker e le sue di fotografie. La pluripremiata fotografa britannica da anni smuove le coscienze con opere visivamente bellissime che, viste da vicino, rivelano la loro origine: le foto in grande formato esposte raffigurano rifiuti plastici raccolti dall’autrice nelle spiagge e negli oceani di tutto il mondo, la traccia più visibile della nefasta attività umana.

Sempre le opere fotografiche di Mandy Barker sono protagoniste dell’esposizione “Not in my planet”, fino al 1° novembre a Castel Stenico. Le opere, 13 fotografie di grande formato che testimoniano come i rifiuti plastici abbiano invaso sempre di più l’ecosistema, sono dislocate nei giardini e sulle mura del castello, e nel vicino percorso Bosco Arte Stenico.

Alle esposizioni e nei castelli provinciali si accede previa prenotazione obbligatoria (sul sito www.buonconsiglio.it o prenotazione telefonica – 0461 492811).

Nel corso dell’autunno si potranno visitare altre dimore castellane. Fino al 1° novembre in val di Non, la “valle dei castelli”, sono aperti al pubblico numerosi manieri dove godere di atmosfere sospese nel tempo, tra passaggi segreti e loggiati, rivivere memorie di feste, battaglie, cortei, persino processi alle streghe. Tra i castelli visitabili, il 2020 può contare su una prestigiosa new entry: Castel Belasi. Con le sue mura del XV secolo, la massiccia torre pentagonale, il cammino di ronda e i merli, è il castello-fortezza per eccellenza. Oltre che per la particolarità delle architetture, si distingue per la posizione panoramica in mezzo ai meleti regalando uno spettacolare colpo d’occhio sulla vallata e sugli altri manieri del territorio. Il castello è visitabile senza prenotazione e con orario continuato dal martedì alla domenica, fino al 6 settembre, poi successivamente, sempre nei weekend e nei giorni festivi.

Castel Valer è in assoluto uno dei manieri più ricchi di elementi originali di tutto l’arco alpino, a partire dal suo mastio a forma ottagonale. Per potervi accedere è sufficiente contattare l’APT della Val di Non. Stessa modalità di accesso anche per Castel Coredo, un altro edificio storico di grandissimo valore visitabile insieme al “Palazzo Nero”: il primo non ha il profilo classicamente associabile a un maniero, ma la cinta muraria che lo circonda, gli scuri bianchi e rossi e la posizione elevata ne rivelano al primo sguardo le nobili origini.

In ultimo, ancora un altro maniero tristemente interessato dai processi per stregoneria ed oggi visitabile, senza prenotazione con orario continuato ogni domenica, è Castel Nanno. Rimaneggiato nel 1500, con la forma quadrata, rimanda a echi palladiani e presenta una impronta stilistica “all’italiana”, davvero rara in Trentino.

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