Friuli Venezia Giulia: i giovani e il vino

L’81% dei giovani beve vino o altri alcolici e, per poco più della metà, solo saltuariamente o al più durante gli week end, mentre il 28% lo fa regolarmente; le ragazze iniziano a bere prima dei maschi, partendo da aperitivi leggeri e poi convertendosi principalmente al vino, mentre i ragazzi prediligono la birra: questi alcuni dei dati emersi dall’indagine compiuta dal Ducato dei Vini Friulani, analizzando i questionari raccolti in 3 anni di Aperitivi guidati sul tema del bere consapevole e la cultura del vino, a cui hanno partecipato un migliaio di studenti universitari del Friuli Venezia Giulia.
Tutti hanno ammesso una scarsa conoscenza del vino (sono solo il 31% quelli che dichiarano di conoscerlo bene) e una forte propensione a saperne di più, come elemento fondamentale della cultura enogastronomica e come prodotto alimentare cioè nella sua composizione, le sue proprietà, i migliori abbinamenti con i cibi, gli effetti sull’organismo alle varie dosi. Soltanto il 28 % assume il vino a pasto, in maniera tradizionale, come complemento del cibo quotidiano. Il 54% beve vino occasionalmente, in genere il sabato sera, per lo più in compagnia anche al fine di socializzare meglio. Il 18% assume vino in occasioni varie, talvolta anche a pasto, ma non regolarmente.

I dati sono stati presentati in occasione dell’incontro “I giovani alla scoperta del vino – Percorsi per studenti alla conoscenza e al consumo consapevole”, che si è recentemente svolto al Teatro Comunale di Gradisca. Organizzato con il Patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Gradisca, l’incontro si è sviluppato in forma di talk show ed è stato condotto da Andro Merkù.

Piero Villotta dal Ducato Vini Friulani ha evidenziato il grande interesse riscosso da parte dei giovani per la campagna di educazione al bere e per gli aperitivi guidati da enologi, produttori, medici, agenti della Polstrada, grazie ai quali i ragazzi – dopo aver bevuto tre assaggi di circa mezzo bicchiere di vino ciascuno accompagnati da degustazione di prodotti friulani- si sono potuti sottoporre alla prova dell’etilometro per verificare le proprie oggettive tolleranze e le loro personali possibilità di bere anche ai fini della guida. Circa l’80% dei maschi ha fatto rilevare un tasso alcolemico compreso tra 0,2 /°° e 0,3 /°° mentre l’80 % delle ragazze ha fatto rilevare un tasso tra lo 0,3 e lo 04/°°.
“Il Ducato Vini Friulani – ha detto Villotta- promuove non solo il vino, ma anche una seria cultura del bere e del mangiare. Con questo progetto si è messo a disposizione dei giovani, al fine di condurli verso il bere consapevole e responsabile, verso l’assunzione del vino come alimento imprescindibile della dieta mediterranea, considerata tra le più sane al mondo. Il vino però non è una bevanda facile, berlo esige padronanza di sé. Bisogna saperlo gustare e non diventarne schiavi. L’alcol, si sa, è fra le cause principali degli incidenti stradali, ma sono superalcolici, shot, breezer, magari in cocktail con droghe ( e non il vino) i principali colpevoli delle stragi del sabato sera.”

Lo studente universitario Francesco E. Grisostolo, che ha partecipato agli Aperitivi guidati, ha quindi presentato i risultati dell’indagine, mentre gli aspetti medici e alimentari dell’uso e dell’abuso dell’alcol sono stati illustrati dalla dott.ssa Doriana Potente. Il prof Paolo Pascolo, docente alla Facoltà di Ingegneria di Udine ed esperto di incidentistica, ha anticipato quanto sta sperimentando in rete con alcune università americane, ovvero un sistema per la misura immediata dei riflessi di chi guida, che in prospettiva potrà sostituire l’etilometro: quel che conta, infatti, ai fini di una guida sicura, è la prontezza dei riflessi che può risultare ridotta non solo per l’alcol, ma anche per molte altre cause che l’etilometro non indica (come stanchezza, stress, farmaci).
L’ enologo Rodolfo Rizzi ha evidenziato come sia fondamentale educare i giovani a bere correttamente il vino e come – per venire incontro alle loro esigenze – si stia portando il vino a gradazioni alcoliche più basse, con particolare attenzione agli spumanti, da cui sono particolarmente attratti.

Grande interesse ha riscosso l’intervento di Matteo Lucherini di Testadialkol (www.testadialkol.it), gruppo nato fra giovani e adulti fiorentini dopo l’ennesimo morto sulle strade, che da tempo sta portando avanti una graffiante e alternativa campagna contro l’abuso di alcol tra i giovani, “Bevi con la testa”, di cui è ultimo testimonial Fiorello. “Il vero sballo è la vita” recitava il provocatorio video che ha presentato: immagini forti e ritmate, intervallate da brevissime testimonianze di Margherita Hack, Piero Angela, Paolo Villaggio, Dario Ballantini, Gino e Michele, Platinette, Renzo Arbore, Rocco Siffredi ed altri noti personaggi che condividono il loro progetto sul divertimento consapevole ( http://www.youtube.com/watch?v=WjyYhDmsAzg ).
Ultimo intervento, quello del noto giornalista e autore di Guide enologiche Daniele Cernilli, che ha evidenziato come il vino sia anche una voce importante e di qualità per l’economia Made in Italy.

Hanno portato la loro testimonianza anche Giorgio Colutta, Christian Specogna, Alberto Grossi (fra i produttori che hanno fornito i loro vini per gli Aperitivi guidati) .Le conclusioni sono state affidate all’ Assessore all’Agricoltura Regione Friuli Venezia Giulia Claudio Violino, che ha sottolineato come la Regione condivida appieno la campagna educativa del Ducato Vini Friulani, a cui ha dato fin dall’inizio il suo appoggio.

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