Andar per mare

Di Daniela Campagna

Quant’è bella Milano quando esplode improvviso l’azzurro, e si salpa… Perché Milano ogni tanto regala cieli che sanno di riviera, ma non ci sembrerà mai tanto bella come quando, stipate le sacche da marinai nei portabagagli delle nostre auto, corriamo verso un porto da cui prendere il largo.

La scena è quella, tradizionale, di tutte le flottiglie, corsi, uscite, weekend forSailing: dopo un serrato giro di mail su lista cambusa e appuntamenti vari, ogni equipaggio si incontra al luogo convenuto e così, alla spicciolata, si imbocca l’autostrada che corre verso il mare. È il 24 aprile 2012 e la nostra destinazione è questa volta la Toscana: più precisamente, i porti di Scarlino e San Vincenzo, dove ci aspettano all’ancora imbarcazioni dai nomi vagamente esotici, sul cui significato e la cui origine ci interrogheremo a lungo: Molumbe, Benoit, Elengi, Kandaloa…

La sera pioviggina sui nostri imbarchi, ma i metereologi promettono l’arrivo di un’eccezionale ondata di caldo africano, e noi un po’ ci fidiamo e un po’ non ci importa: perché ciò che conta è che sia buon vento e buona compagnia. Il 25 aprile la flottiglia raggiunge l’isola di Capraia, che ci accoglie nella piena fioritura della primavera e ci regala una serata di passeggiate tra i vicoli del suo borgo, all’ombra dell’antico Castello di San Giorgio.

La mattina dopo, un gruppetto di esploratori si dirige lungo i sentieri dell’isola, alla scoperta dell’antica colonia penale, oggi meta di turisti e amanti del trekking. Tra scorci bellissimi, spalancati sui terrazzamenti delle valli e sull’azzurro sottostante, ci arrampichiamo tra gli ex edifici carcerari: fin quando la fame guida i nostri passi verso un agriturismo immerso nel verde, dove formaggi salumi pane fresco e buon vino accompagnano le nostre chiacchiere.

Bellissima Capraia, il vecchio porto, i sentieri e tutto il resto, ma il richiamo del mare è più forte e guardandolo dall’alto cresce il desiderio di riprendere il largo. Il pomeriggio è appena cominciato quando le nostre vele si spiegano verso la Corsica.

Costeggiando Capraia, le sue grotte e la sua vegetazione, già intravediamo il profilo della Corsica al più lontano orizzonte; poi, man mano che la terra corsa si avvicina, ne riconosciamo distintamente il profilo, con le sue montagne più alte ancora ricoperte dal bianco della neve. L’entusiasmo esplode alla vista dei delfini.

Sono circa una ventina le miglia da attraversare tra il porto di Capraia e quello di Macinaggio, la nostra meta: il sole si nasconde, ma un vento ben teso e un mare dalle onde lunghe quanto basta ci regalano una traversata emozionante e divertente.

Tra le passeggiate del mattino e la navigazione del pomeriggio ci sarebbero tutti gli elementi per una sana stanchezza e un po’ di riposo: la voglia di stare insieme e far festa però è più forte e così, a sera ormai inoltrata, ci si ritrova tutti su una delle barche, trasformata per l’occasione in un piccola ma movimentata discoteca, dove si canta e si balla fino a notte fonda. Per i più tranquilli, invece, il pozzetto lascia spazio alle chiacchiere e ai racconti di mare e di terra.

Il 27 mattina arriva presto e per tutti, nottambuli e no, è ora di riprendere il mare: 29 miglia, direzione Saint Florent. Si veleggia lungo la costa, doppiando la Giraglia e il Capo. Il sole, come promesso, è arrivato e scalda la baia antistante la spiaggia di Nonza, dove ci si ferma per un po’ e ogni equipaggio organizza la sosta: c’è chi cucina e pranza in pozzetto, c’è chi sonnecchia, chi si fa un giro in tender a salutare gli altri equipaggi e chi invece sbarca sulla spiaggia d’amianto all’ombra del borgo arroccato. C’è anche chi si tuffa nel blu: un bagno veloce e ghiacciato, indimenticabile. Quando giunge la sera ci attende Saint Florent, il suo porticciolo, il vecchio paese, il molo da cui guardare il tramonto, i tavolini all’aperto raggiunti in tempo per l’aperitivo.

Il 28 aprile ci risvegliamo tutti con una strana sensazione: è il caldo africano, tanto atteso… Non durerà che lo spazio di un mattino, ma che mattino d’estate mentre facciamo colazione in uno dei bar del porto! Dopo aver usufruito delle accoglienti docce della Capitaneria, è già ora di riprendere il largo: ci aspetta la spiaggia di Saleccia. Guardarla dalla rada nella sua tranquillità fuori stagione è uno spettacolo senza pari: il cristallino trasparente del mare, il bianco della sabbia, il verde dei pini marittimi e, dietro le dune, le rocce del deserto delle Agriate. Potremmo rimanere all’ancora da qui all’eternità, ma il tempo tiranno ci concede solo lo spazio di qualche ora di paradiso. Ci consoliamo in fretta, però: se abbiamo lasciato Saleccia e il sole ha lasciato noi, le 26 miglia da percorrere nel pomeriggio fino al porto di Macinaggio ci regalano una navigazione piena di venti ed emozioni.

La domenica è invece dedicata a una lunga traversata: 34 miglia da Macinaggio alla rada di Marciana Marina, Isola d’Elba: una giornata di azzurro e di vele, di concitate boline e di larghi laschi, inseguendo i gabbiani in mare.

Lunedì 30 aprile è dedicato all’Elba: si veleggia lungo la costa scacciando dal cuore la tristezza che dà ai marinai la sensazione del ritorno imminente. La nostra meta è Porto Azzurro, che raggiungiamo nel pomeriggio. Nel paese di Porto Azzurro una enoteca attende gli ultimi brindisi e l’alba ci sorprende quasi tutti ancora svegli.

Dopo una settimana di vita spalla a spalla, ogni equipaggio è un organismo nuovo, fatto di braccia e sguardi che ora faticano a sciogliere la compagnia. Così, sbrigate le incombenze del rientro, ci si attarda ai tavolini del bar del porto, ridendo e ricordando e guardando con nostalgia le nostre case galleggianti, già pronte ad accogliere altri viaggi ed altre compagnie.

Che cosa aggiungere? Potremmo parlare dell’autostrada del ritorno o degli ultimi saluti protratti fino a Milano, ma è meglio lasciare che sia il tramonto dietro agli alberi dalle vele ripiegate l’ultimo fotogramma di questa settimana indimenticabile.

Un grazie ai nostri skipper e… forSailing, quando salpiamo nuovamente? http://www.forsailing.it/

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